Studio
Come ripassare un PDF di dispense in tre passaggi, senza rileggere

Rileggere le dispense dà una bella sensazione: ogni pagina ti sembra nota, quindi pensi di saperla. Poi l'esame ti chiede di tirare fuori le cose dalla testa, non di riconoscerle, e la sensazione se ne va. Con un PDF lungo il problema è doppio, perché rileggerlo tutto costa giorni.
La risposta corta. Fai tre passaggi. Primo: un giro veloce su tutto il PDF con Rigo, a 250-350 parole al minuto, per sapere dove sei. Secondo: lascia passare qualche giorno e interrogati a PDF chiuso. Terzo: riapri solo le pagine dove hai sbagliato e leggile piano. Una rassegna del 2013 dà utilità alta a distanziare lo studio e a mettersi alla prova, bassa alla rilettura: il giro veloce serve a partire, il resto lo fa l'interrogazione.
Con una settimana davanti, i tre passaggi cadono più o meno così: il giro veloce il lunedì, l'interrogazione il giovedì, le pagine sbagliate il sabato. Se i giorni sono meno, si accorcia la pausa e basta.

Primo passaggio: un giro veloce sull'intero PDF
Il primo giro serve a vedere tutto il PDF una volta, in fretta, senza fermarti a capire ogni riga. Apri il file in Rigo e lascia la velocità sui 300 parole al minuto, che è il punto di partenza che consigliamo. Per confronto, la media di un adulto che legge in silenzio in inglese è circa 238 parole al minuto sulla saggistica, secondo la meta-analisi di Marc Brysbaert su 190 studi (Journal of Memory and Language, 2019). Dati sull'inglese: per l'italiano una cifra equivalente non l'abbiamo trovata. Ne parliamo meglio in quante parole al minuto si leggono.
Facciamo un conto per farti un'idea dei tempi. Cento pagine con circa 300 parole ciascuna sono 30.000 parole, cioè un'ora e quaranta a 300 al minuto. Spezzata in sedute da venti o trenta minuti sono quattro o cinque sedute, non un pomeriggio intero.
Non fermarti sui punti difficili. Quando una pagina non ti torna premi B, che mette un segnalibro, e vai avanti. Li ritrovi tutti alla voce "Vai a", che si apre anche con G.
Un'avvertenza: questo giro funziona per testi che hai già visto a lezione o letto una volta. Se il PDF ti è completamente nuovo, il giro veloce ti dà al massimo un'idea della mappa, e lo studio vero viene dopo. Per i limiti della tecnica c'è la guida alla lettura RSVP.
Secondo passaggio: qualche giorno di pausa, poi l'interrogazione
Fra il primo giro e l'interrogazione servono giorni, non ore. Una meta-analisi di Nicholas Cepeda e colleghi, che ha messo insieme 839 valutazioni in 317 esperimenti (184 articoli), trova che distanziare le sessioni di studio aiuta il ricordo, e che la distanza migliore cresce con il tempo che manca alla prova (Psychological Bulletin, 2006). Il perimetro: compiti di richiamo verbale, quindi parole, fatti, definizioni. Per il calcolo l'effetto è meno regolare.
Quanto aspettare, quindi? La ricerca non dà un numero valido per le tue dispense. La nostra regola pratica: con tre settimane all'esame lascia passare diversi giorni, con una settimana due o tre, con quattro giorni basta una notte.
Poi viene la parte che nessuna app può fare al posto tuo. Chiudi il PDF, prendi un foglio e scrivi o di' ad alta voce quello che ricordi, sezione per sezione. Per avere la lista delle sezioni apri "Vai a" in Rigo: mostra i capitoli del PDF, se li ha, e le pagine, e ogni capitolo diventa una domanda. Cosa dice il capitolo tre? Quali sono i due casi che il professore ha ripetuto? Rispondi senza guardare, anche male.
Controlla solo dopo, aprendo la "Pagina vera" con il tasto P. Dove hai sbagliato o sei rimasto vuoto, metti un segnalibro.
Terzo passaggio: riaprire le pagine dove hai sbagliato
Il terzo passaggio riguarda solo le pagine segnate nel secondo, non tutto il PDF. È la differenza che fa risparmiare ore: invece di rileggere cento pagine, ne rileggi dieci o venti, quelle che il tuo stesso tentativo ha indicato come buche.
Leggile piano. Qui l'RSVP veloce non serve: apri la pagina vera, oppure fai partire Rigo a 150-200 parole al minuto, e fermati ogni volta che una frase non ti convince. I segnalibri restano nel tuo browser, sotto "I tuoi segnalibri", e fanno da lista di lavoro: nell'esempio della figura sono le pagine 14, 31 e 52.

Se hai ancora tempo, ripeti: un secondo giro di interrogazione sulle sole pagine segnate, dopo un'altra pausa. Ogni giro si restringe, e il carico cala da solo.
Cosa dice la ricerca su rilettura e autointerrogazione
La rassegna di John Dunlosky e colleghi ha confrontato dieci tecniche di studio e ha giudicato di utilità alta due: la pratica distribuita, cioè studiare a più riprese distanziate, e l'autointerrogazione, cioè provare a ricordare senza guardare. Di utilità bassa ne ha giudicate cinque, fra cui la rilettura e la sottolineatura (Psychological Science in the Public Interest, 2013). È una rassegna di studi, perlopiù su studenti, e gli autori avvertono che le due tecniche aiutano chi è motivato a usarle.
Il numero che racconta meglio la differenza viene da un esperimento di Henry Roediger e Jeffrey Karpicke su studenti universitari di 18-24 anni. Dopo una settimana, chi si era interrogato su un brano di prosa ne ricordava il 61%, chi lo aveva soltanto ristudiato il 40% (Psychological Science, 2006).

Se la prova era dopo cinque minuti, invece, vinceva chi aveva ristudiato (81 per cento del brano contro 75). Rileggere funziona per ricordare fino a stasera, ed è il motivo per cui continua a sembrare una buona idea; ma l'esame non è fra cinque minuti. Il confronto completo sta in rileggere o interrogarsi nel ripasso.
Nessuno studio, che noi sappiamo, ha provato l'RSVP sul ripasso. Il giro veloce come primo passaggio è un'idea nostra, costruita sopra quello che la ricerca dice sul distanziare e sull'interrogarsi: per questo non ti promettiamo un voto più alto o una memoria migliore.
Quando rallentare o aprire la pagina vera
Con una parola alla volta non puoi tornare indietro con gli occhi, e tornare indietro serve: in uno studio del 2014 su 40 studenti, impedirlo peggiorava la comprensione anche su frasi semplici (comunicato dell'APS).
Per questo in Rigo puoi fermarti, tornare alla frase prima con la freccia a sinistra e aprire la pagina vera, e per questo la velocità non va spinta. Oltre le 350 parole al minuto si capisce di meno: ne parla l'articolo sul limite delle 350 parole.
Una regola semplice per scegliere: se una frase va letta due volte per capirla, leggila sulla pagina. Lo stesso vale per formule, tabelle, schemi con figure, definizioni da sapere parola per parola. Quei pezzi non appartengono al giro veloce, vanno al terzo passaggio. E se il PDF è una scansione, cioè fatta solo di immagini, Rigo non lo legge.
Il giro veloce non sostituisce lo studio
Questo metodo non ti salva dal dover capire. Il giro veloce toglie l'attrito di cominciare e ti dice dove sei debole, tutto il resto sta nell'interrogazione. Se la sessione è dietro l'angolo e le pagine sono tante, guarda come organizzare 500 pagine in una settimana.
Per provarlo, carica un tuo PDF in Rigo e guarda quanto ci metti per il primo giro: il testo resta sul tuo dispositivo e non serve un account. Come funziona il resto, e cosa Rigo non fa, lo trovi nella pagina di Rigo.